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Tom Riddle

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Tom Marvolo Riddle
Informazione biografica
Nato/a

31 dicembre 1926

Morto/a

2 maggio 1998

Discendenza

Mezzosangue

Stato maritale

Celibe

Alias

Lord Voldemort

Informazione fisica
Specie

Umano

Sesso

Maschile

Capelli

Calvo (neri in passato)

Occhi

scalatti

Informazione di famiglia
Parenti
Caratteristiche magiche
Bacchetta

13½ pollici, tasso e piuma di fenice

Affiliazione
Occupazione
Casa

Serpeverde

Lealtà

Se stesso

«Più bianco di un teschio, con grandi, lividi, occhi rossi, il naso piatto come quello di un serpente, due fessure per narici...
Voldemort era risorto.»

(J. K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, traduzione di Beatrice Masini) Tom Riddle è un personaggio della serie di romanzi di Harry Potter, ideata da J. K. Rowling.

Il suo vero nome è Tom Orvoloson Riddle, anagramma di «Son io Lord Voldemort», tradotto dall'inglese Tom Marvolo Riddle, anagramma di «I am Lord Voldemort».

Nella serie è un Signore del Male, e svolge il ruolo di antagonista principale.

Secondo la trama, ha perso i suoi poteri tentando di uccidere Harry Potter quando quest'ultimo aveva solo un anno, scagliandogli la maledizione Avada Kedavra; tale maledizione gli è però rimbalzata indietro riducendolo ad una sorta di ombra pensante.

È stato votato come miglior antagonista di una serie letteraria e cinematografica.[1][2]

Indice

Storia Modifica

Infanzia Modifica

Tom è figlio del bellissimo babbano Tom Riddle e della mediocre strega Merope Gaunt. Dai romanzi si deduce che Voldemort è nato il 31 dicembre 1926. La madre sedusse Riddle con un filtro d'amore, rimanendo in seguito incinta. Provando tuttavia verso Tom un amore sincero, sentendosi in colpa per lo stratagemma utilizzato ed in parte illudendosi che il marito, anche senza "magia", potesse amarla, scelse di smettere di somministrargli il filtro, ma questi per tutta risposta la abbandonò. Merope, in un grave stato di depressione, rinunciò alla vita e morì poche ore dopo il parto. Visse abbastanza da chiamare il figlio Tom, come il marito, e Orvoloson, come il padre. Tom Riddle Jr. - il futuro Voldemort - visse in un orfanotrofio a Londra per undici anni fino a quando Albus Silente lo invitò a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nella quale Silente insegnava. Di questi anni all'orfanotrofio si sa solamente che il giovane Tom amava ferire con la magia - pur non sapendo che quello che faceva era proprio magia - i bambini che vivevano con lui nell'istituto, terrorizzandoli. Albus Silente mostrerà ad Harry come i poteri di Tom erano sorprendente sviluppati già a questa età e come questi era riuscito ad acquisirne una sorta di sinistra consapevolezza. Altra cosa molto importante è che il giovane Riddle era ossessionato dal collezionare tesori - giocattoli rubati agli altri bambini - caratteristica che in seguito si trasformerà nella spasmodica ricerca di contenitori preziosi per i suoi Horcrux.
Quando scopre di essere un mago, Riddle è sicuro che sia stato il padre a possedere la magia, data la sua convinzione del fatto che se la madre l'avesse posseduta, non sarebbe morta di parto.

Il giovane Tom, giunto a scuola, è impaziente di conoscere la sua discendenza. Dopo numerose ricerche, capisce che suo padre non ha mai frequentato Hogwarts, non essendoci tracce di lui nella scuola, così prende in esame la famiglia di sua madre partendo dall'unica informazione che ha: il nome di suo nonno, Orvoloson. E' così che apprende di essere, da parte di sua madre Merope e di suo nonno materno Orvoloson Gaunt, l'erede di Salazar Serpeverde . Come tale egli è un rettilofono ed ha, quindi, il potere di aprire la Camera dei Segreti, nascosta ad Hogwarts da Serpeverde centinaia d'anni prima, cosa che Riddle farà nel suo quinto anno di scuola provocando la morte di una studentessa (quella che poi diventerà il fantasma Mirtilla Malcontenta) e affidando la memoria di queste giovanili imprese al suo Diario di Tom Riddle oscuro, che contiene parte della sua anima. Intorno a quegli anni, Tom incontra l'unico parente magico ancora in vita, Orfin Gaunt, e viene a sapere che suo padre, babbano, aveva abbandonato Merope a morte certa. Non appena viene a conoscenza della sua discendenza da Serpeverde e della natura babbana di suo padre, abbandona il suo vero nome celandosi dietro lo pseudonimo di Lord Voldemort.

Carriera scolastica Modifica

Per quanto riguarda la carriera scolastica, Tom Riddle si dimostra subito un mago abilissimo e, per questo, riesce a raccogliere intorno a sé numerosi ammiratori, che diventeranno in seguito Mangiamorte. Viene anche ammesso al "Lumaclub", un circolo informale presieduto dal professor Horace Lumacorno, docente di pozioni, che invitava regolarmente i giovani studenti più portati o più ambiziosi. Nel club non poteva mancare anche Riddle che subito si dimostra, con Lumacorno e con gli altri insegnanti, un abile mentitore e lusingatore, tanto da guadagnarsi la incondizionata stima di Lumacorno e degli altri professori. Emblematica è la frase che Lumacorno pronuncia nel sesto libro: "Mi aspetto che tu diventi Ministro della Magia entro vent'anni. Quindici, se continui a mandarmi ananas, io ho ottimi contatti al Ministero", il che dimostra quanto grande fosse l'ascendente di Riddle sui professori. Lumacorno non vede, come molti suoi colleghi, la piega che Riddle ha ormai preso e nel corso di un incontro su richiesta dello studente gli rivela alcune informazioni sugli Horcrux, che Tom Riddle sta già ipotizzando di usare per vincere la morte. Tom, probabilmente conosceva già molto sugli Horcrux, poiché probabilmente aveva letto il libro "Segreti Dell'Arte Più Oscura", che in seguito Silente tolse dalla biblioteca della scuola e segregò nel suo ufficio.
File:Voldemort in Movie 1.jpg
Lord Voldemort in "Harry Potter e la pietra filosofale"
Di tutto il corpo docenti solamente Silente, all'epoca insegnante di Trasfigurazione, non resta incantato dall'abilità e dal fascino del ragazzo. Infatti, come rivela il Riddle uscito dal diario, Silente non lo ha mai apprezzato come tutti gli altri professori, anzi. E' sempre stato sospettoso, e, soprattutto dopo la morte di Mirtilla Malcontenta, non ha mai smesso di tenerlo d'occhio.

La maturità e l'ascesa al potere Modifica

Le scoperte relative al comportamento del padre babbano portano Tom Riddle a compiere il primo diretto omicidio: egli giunge nel paesino di Little Hangleton e lì uccide il padre e i nonni paterni facendo ricadere la colpa sullo zio Orfin che verrà quindi recluso ad Azkaban, mentre la polizia babbana non riuscirà mai a trovare il colpevole delle incredibili morti, e gli abitanti del villaggio si convinceranno che il colpevole è il giardiniere dei Riddle: Frank Bryce. Riddle s'impossessa dallo zio Orfin dell'anello di Serpeverde che fino ad allora era appartenuto per linea diretta ai Gaunt e che in futuro si rivelerà un Dono della Morte e un Horcrux.

Dopo la sua carriera scolastica, finita con numerosi ed altissimi M.A.G.O., Tom chiede al preside Dippet di poter rimanere a Hogwarts come insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, ma è respinto a causa della sua giovane età e invitato a ripresentarsi dopo qualche anno. Allora Riddle, fra lo stupore di tutti i suoi insegnanti, diventa il commesso del negozio Magie Sinister, a Notturn Alley. In realtà tutto questo ha un senso: Tom entra nell' ambiente per scovare tesori da trasformare in Horcrux. Il suo compito è di convincere le persone a vendergli i propri tesori e sembra che sia straordinariamente abile nel farlo. È proprio facendo questo lavoro che l'anziana e ricca strega Hepzibah Smith gli mostra due preziosissimi cimeli, la coppa di Tassorosso e il medaglione di Serpeverde. Due giorni dopo averglieli mostrati Hepzibah muore per mano di Riddle, la colpa dell'omicidio viene data a Hokey -l'elfa domestica dell'anziana strega- e i due tesori diventano due Horcrux. Dopo questi avvenimenti Riddle abbandona il suo lavoro e assume definitivamente il nome di Lord Voldemort, scomparendo per quasi dieci anni. Ricompare dieci anni dopo irriconoscibile nell'aspetto, a causa della creazione dei primi Horcrux. Tornato a Hogwarts chiede nuovamente di poter insegnare Difesa Contro le Arti Oscure, ma Silente, ora preside, rifiuta, perché ha ormai ben chiara la scelta fatta da Voldemort. Dopo questo rifiuto, Hogwarts non riuscirà più ad avere lo stesso insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure per più di un anno.

Giunto ormai ad altissimi livelli nella conoscenza delle Arti Oscure e dopo essere riuscito ad assicurare a quello che resta della sua anima l'immortalità rispetto al proprio corpo grazie agli Horcrux, Voldemort si rivela al mondo magico e inizia il suo regno di terrore con l'aiuto dei fedeli Mangiamorte e di creature oscure dei quali si serve per diffondere morte e disperazione. Molte famiglie purosangue si fanno influenzare dalle idee di Voldemort e aderiscono ai suoi propositi totalitari, ma più tardi alcune di queste si tireranno indietro: ad esempio la famiglia Black, pur convinta della superiorità dei purosangue sugli altri maghi, non sosterrà ufficialmente Voldemort anche se alcuni suoi membri, come Regulus, Narcissa e Bellatrix, diverranno poi Mangiamorte. Per combattere Voldemort e i suoi seguaci viene istituita, in parallelo ma in segreto rispetto all'attività degli Auror del Ministero della Magia, un'organizzazione detta Ordine della Fenice fondata da Silente e composta da migliori maghi e streghe (per la maggior parte Auror) diretti da quest'ultimo. Molti di questi vengono uccisi durante la prima guerra. Il Ministero vede in prima linea nella lotta al Male. Il capo del Dipartimento per l'Applicazione della Legge Magica, Bartemius Crouch, tra le iniziative adottate per stroncare le attività di Voldemort, conferisce agli Auror il potere di usare le Maledizioni senza perdono contro i Mangiamorte.

La caduta di Voldemort Modifica

All'apice del potere dell'Oscuro Signore, viene improvvisamente fatta una profezia su Voldemort da una presunta veggente, Sibilla Cooman, aspirante al ruolo di docente di Divinazione a Hogwarts. Essa afferma che alla fine del mese di luglio sarebbe nato, dai maghi che per tre volte avevano sfidato l'Oscuro Signore, un bambino che sarebbe stato l'unico in grado di vincere Voldemort perché quest'ultimo l'avrebbe indicato come suo eguale, ignorando tuttavia un potere posseduto dal bambino e a lui sconosciuto: "Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive".

La profezia venne pronunciata davanti ad Albus Silente in una locanda nel villaggio di Hogsmeade ma venne ascoltata solo nella sua prima parte anche da Severus Piton che allora era un Mangiamorte fedele a Voldemort. Fu Piton a rivelare al suo Signore l'esistenza di questa profezia e benché fossero due i possibili soggetti - Neville Paciock nato il 30 luglio dai coniugi Paciock e Harry Potter nato il 31 luglio - Voldemort fu certo che fosse Potter e non Paciock ad essere il bambino della profezia. Per tale motivo iniziò una caccia ossessiva ai Potter.

Questi si nascosero affidando il segreto della loro residenza ad un Custode Segreto, ruolo per cui fu scelto Peter Minus; inizialmente, per questo ruolo, era stato designato l'amico fidato di James Potter, Sirius Black, ma quest'ultimo suggerì di scegliere Minus (un altro amico di Potter) convinto che fosse un bersaglio fuori dai radar dei Mangiamorte. Minus però, che in realtà era un Mangiamorte da molto tempo, e passava informazioni sui Potter a Voldemort da mesi, rivelò all'Oscuro signore l'ubicazione di Lily e James.

Voldemort si recò così di persona nella loro residenza, nel villaggio di Godric's Hollow, e lì, dopo aver ucciso a sangue freddo un disarmato James Potter, offre a Lily Evans la possibilità di salvarsi se avesse rinunciato a difendere il bambino. Ella però rifiutò e si frappose fra la maledizione assassina scagliata dal Signore Oscuro e il piccolo Harry fornendo al figlio, con il suo sacrificio d'amore, una protezione che neanche Voldemort stesso aveva previsto e avrebbe potuto scalfire. Così l'anatema si ritorse contro il suo stesso creatore lasciando il piccolo Harry incolume se non per una cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Da questo momento, secondo la profezia, Harry diventa a tutti gli effetti il prescelto che può sconfiggere Voldemort, in quanto designato, nell' atto di aggredirlo, eguale dallo stesso signore oscuro. In questa circostanza Voldemort crea, a propria stessa insaputa, un settimo Horcrux: la sua anima si lacera ulteriormente e un pezzo di essa si ancora all' unica creatura vivente presente nella stanza; Harry. Il corpo di Voldemort viene distrutto mentre lui, ridotto a una nuvola di fumo, va in Albania.

Fu qui che il regno di terrore di Tom Riddle cadde.

Negli anni successivi i Mangiamorte vennero quasi tutti assicurati alla giustizia e rinchiusi ad Azkaban ma non furono pochi i tentativi di rintracciare il vecchio signore decaduto per riportarlo al potere. Il più efferato fu quello compiuto dal gruppo diretto da Bellatrix Lestrange e dal figlio di Bartemius Crouch, Barty junior, che torturarono fino alla pazzia i coniugi Paciock per avere informazioni su Voldemort. Probabilmente scelsero i due Auror perché consapevoli che la profezia di Sibilla Cooman poteva riferirsi al loro figlio.

L'esilio e il ritorno al potere Modifica

Per tredici anni Voldemort vagò sulla Terra sotto forma un'anima moribonda, meno che fantasma. Il potere degli Horcrux lo teneva comunque aggrappato alla vita. Egli si nasconde nelle foreste più recondite dell'Albania, prendendo possesso di corpi di animali i quali però deperivano e morivano poco dopo essere stati posseduti. Dieci anni dopo la caduta, riesce infine ad imposessarsi del corpo di un giovane mago - il professor Raptor - insegnante di Difesa contro le Arti Oscure a Hogwarts di quell'anno. Tramite Raptor, Voldemort tenta di impossessarsi della Pietra Filosofale grazie alla quale avrebbe potuto ritornare completamente in vita, ma il piano fallisce a causa di Harry Potter e Silente. Un nuovo durissimo colpo per Voldemort che abbandona il corpo di Raptor al suo destino, cioè la morte, e riprende il suo doloroso esilio in Albania.

Il diario di Tom Riddle Modifica

Il diario, trasformato in Horcrux, era stato affidato a Lucius Malfoy, il quale non comprese mai la natura dell' oggetto che custodiva. Caduto il signore oscuro, Malfoy si ritrovò nella posizione, alquanto scomoda, di dover giustificare il suo appoggio a Voldemort. È probabile che lui, come molti, sia riuscito a dimostrare di essere stato sotto l' influsso della maledizione Imperius e di aver, quindi, agito contro la propria volontà. Lucius era convinto che il suo padrone non sarebbe mai tornato, così si disfò del diario per evitare che fosse collegato a lui: lo infilò nel calderone di Ginny Weasley durante un battibecco con Arthur al Ghirigoro. La ragazza, giovane e ingenua, confidò al diario, che conteneva un frammento dell' anima di Voldemort, i suoi segreti e vi schiuse il suo cuore. Grazie a questa apertura, Tom riuscì a possedere la bambina, facendole aprire la camera dei segreti e aizzare il basilisco contro i mezzosangue. La bambina si accorse di avere dei vuoti di memoria di diverse ore ripensando ai momenti in cui gli studenti erano stati aggrediti e finì col capire che il diario era pericoloso. Se ne disfece, ma quando lo rivide in mano a Harry, il terrore di essere scoperta superò quello nutrito per il diario e, alla prima occasione, lo rubò. Quando lo riaprì un Tom abbastanza potente uscì dal diario e la portò, priva di sensi, nella camera. Il piano per tornare ad avere un vero corpo era semplice: sottraendo a Ginny la forza vitale, Tom poteva rinvigorirsi e, alla morte della bambina, lui sarebbe tornato potente. A rovinare i piani di Tom è, ancora una volta, il giovane Potter, il quale uccide il basilisco e distrugge il diario, bloccando il tentativo di Tom di tornare in forze. Un fatto interessante è che Voldemort non sapeva che il frammento contenuto nel suo diario stava agendo indipendentemente da lui (quando, infatti, relaziona ai suoi mangiamorte gli eventi accaduti negli ultimi anni, tralascia completamente quelli legati al diario). Il motivo per cui Voldemort non se ne accorge è probabilmente lo stesso per il quale non si rende conto di quando un suo Horcrux viene distrutto: la sua anima è talmente frammentata che il corpo che ne abita un frammento non percepisce ciò che accade agl' altri.

Il ritornoModifica

Quando perfino egli stesso è convinto di non poter più tornare alla vita di un tempo incredibilmente giunge in suo aiuto Peter Minus, alias Codaliscia: con un astuto stratagemma riesce a fingersi morto facendo ricadere la colpa su Sirius Black dell' omicidio dei Potter e decide - per paura piuttosto che per fedeltà - di andare in cerca del suo vecchio signore, l'unico che può garantirgli una protezione da Black e da Lupin.


Egli lo ritrova e si mette al suo servizio permettendogli, grazie a una pozione inventata da Voldemort stesso, di ottenere una forma corporea debole, piccola e grottesca, in attesa di riacquistare il suo vero corpo. L'anno successivo giunge casualmente in Albania, in vacanza, Bertha Jorkins, una strega del Ministero che ha la sventura di incontrare Codaliscia, il quale, vedendola come una minaccia alla sua sicurezza, la porta con sé da Voldemort. Grazie a potenti incantesimi di memoria l'Oscuro Signore riesce ad estorcere preziose informazioni dalla povera strega che ne resta così provata nella mente e nel corpo da perire. La più importante di queste notizie convince Voldemort a far ritorno in Inghilterra dove, con l'aiuto di Minus e di Barty Crouch jr., organizza un piano per rendere il Torneo Tremaghi, che si disputerà a Hogwarts quell'anno, una trappola per Harry Potter e un mezzo per risorgere. Voldemort riesce a far infiltrare il suo Mangiamorte a Hogwarts e ad usarlo per portare a sé il ragazzo. Grazie al sangue del nemico, all'osso del padre Tom Riddle e alla mano offerta in sacrificio da Minus, Lord Voldemort torna finalmente in vita e al massimo dei suoi poteri. Egli richiama a sé i Mangiamorte rimasti, pur lasciandosi sfuggire nuovamente Potter per via del Prior Incantatio, causato dallo scontro delle bacchette di Harry e di Voldemort che, avendo un nucleo identico non possono funzionare bene l'una contro l'altra.

Ritornato al potere, Voldemort riorganizza le file dei suoi seguaci. Aiutato involontariamente dal Ministero della Magia, che non vuole credere a un suo ritorno, Voldemort organizza la fuga da Azkaban di tredici Mangiamorte tra i più pericolosi e porta dalla sua parte i Dissennatori. Pianifica quindi l'attacco, da parte dei suoi fedelissimi, alle segrete del Ministero stesso: qui, nell'Ufficio Misteri, è conservata la versione integrale della profezia che lega Voldemort ad Harry Potter e che il Signore Oscuro brama follemente per poter capire qual è il destino che li attende. La profezia può essere ritirata solo dalle persone che la riguardano e, non potendo farsi vedere al ministero, tende una trappola a Harry per indurlo a ritirarla per i suoi Mangiamorte.

In un violentissimo scontro al Ministero, tuttavia, i Mangiamorte non riescono nell'intento ed Harry e i suoi amici condotti lì con l'inganno si salvano a stento grazie all'intervento del ricostituito Ordine della Fenice. Nella colluttazione la profezia che lo riguarda viene distrutta. I Mangiamorte ormai in difficoltà e in trappola evidentemente richiamano il loro padrone tramite il Marchio Nero ma subito dopo il suo arrivo Voldemort è costretto a fronteggiare l'unico mago che lui abbia mai temuto: Albus Silente, con il quale ingaggia un feroce duello che però si conclude con la fuga di Voldemort a causa dell'arrivo del Ministro della Magia e degli Auror. Da questo momento il Ministero sarà costretto ad ammettere pubblicamente il ritorno di Voldemort.

Deluso dal suo Mangiamorte Lucius Malfoy, che ha portato al fallimento la spedizione al Ministero, Voldemort costringe il figlio di questi, Draco Malfoy, a progettare ed eseguire l'assassinio di Albus Silente, non perché si aspetti che ci riesca, ma solo per punire Lucius che vedrà morire Draco per mano di Voldemort a causa del suo fallimento. La madre di Draco, Narcissa, per salvare il figlio convince Severus Piton, apparentemente tornato dalla parte dei Mangiamorte, a promettere sotto Voto Infrangibile di assumersi la responsabilità di vegliare su Draco ed eventualmente di portare a termine l' impresa in caso di fallimento. In realtà Piton ha già ricevuto quest'ordine da parte di Silente stesso, destinato a morire lentamente a causa della maledizione inflittagli dall'anello di Gaunt, e preoccupato per l'anima di Draco, che si frantumerebbe se si macchiasse di omicidio.

Tom Riddle nella camera dei sgreti nel secondo anno di Harry ad Hogwarts.
GiangggAggiunto da Gianggg

Dopo la morte di Silente per mano di Piton, Harry Potter resta quindi l'unico capace di fronteggiare Voldemort e porre fine al terrore; secondo le istruzioni di Silente però deve prima trovare e distruggere le sei parti dell'anima di Voldemort rinchiuse negli Horcrux, in modo da rendere Voldemort mortale.

La battaglia finale Modifica

Dopo aver eliminato Silente, l'unico ostacolo rimasto è rappresentato da Harry Potter. Mentre i Mangiamorte prendono gradualmente il controllo del Ministero della Magia (dopo l'uccisione di Rufus Scrimgeour il posto di ministro viene preso da Pius O' Tusoe, fantoccio nelle mani di Voldemort), il Signore Oscuro deve risolvere un problema molto grave, ovvero il Prior Incantatio che gli aveva impedito di uccidere Harry al momento del suo ritorno. Per questo, Voldemort prima rapisce Olivander, il miglior fabbricante di bacchette inglese, che rinchiude nelle segrete della dimora dei Malfoy e tortura a lungo, poi interroga e uccide il collega di Olivander, Gregorovich. Olivander gli spiega che il Prior Incantatio non può essere risolto e che è necessario che Voldemort utilizzi un'altra bacchetta, non legata a quella di Harry. Voldemort si fa quindi prestare la bacchetta da Lucius Malfoy, ma anche questa non funziona e va anzi in pezzi quando, in un altro scontro, cerca di aggredire con essa Harry. La bacchetta di Harry, nel Prior Incantatio di tre anni prima, aveva assorbito dei poteri da quella di Voldemort. Per questo essa percepisce la presenza del signore oscuro e reagisce alle sue aggressioni indipendentemente dalla volontà di Harry.

Voldemort si volge allora alla ricerca della Bacchetta di Sambuco, la bacchetta fabbricata da Antioch Peverell, i cui proprietari più celebri furono il mago oscuro Gellert Grindelwald e Albus Silente, sulla quale si addensano miti e leggende. La bacchetta, uno dei Doni della morte (oggetti potentissimi protagonisti di una leggenda magica), è considerata la più forte bacchetta di sempre, la bacchetta invincibile, a cui nemmeno Harry Potter potrà sottrarsi. Voldemort segue le sue tracce e scopre che il suo ultimo proprietario è stato proprio Silente. Profanata la sua tomba e rubata la bacchetta, Voldemort scopre che questa non sembra migliore della precedente e ne individua il motivo nel fatto che la bacchetta non lo riconosce come proprietario perché lui non ha mai sconfitto il legittimo proprietario cioè Silente (una bacchetta non riconosce il suo nuovo proprietario se non è stato quest'ultimo a sconfiggere il vecchio proprietario). Decide allora di uccidere Severus Piton, l'uomo che ha sconfitto Silente e che quindi egli ritiene legittimo proprietario della bacchetta, per diventare il padrone della bacchetta invincibile.

Nel frattempo Harry, Ron, Hermione hanno trovato e distrutto altri due Horcrux (il medaglione e la coppa), che si sommano all'anello distrutto da Silente e al diario di Tom Riddle sedicenne. Quindi, resosi conto della missione che Silente aveva affidato ai tre ragazzi (quella di distruggere gli Horcrux), Voldemort (giugno del 1998) decide di proteggere gli ultimi Horcrux, cioè il serpente Nagini - che racchiude in una specie di bolla protettiva - e il diadema di Priscilla Corvonero, che ha nascosto ad Hogwarts. Ma Harry, giunto ad Hogwarts, riesce a trovare il diadema, che viene distrutto non intenzionalmente da Vincent Tiger con l'uso dell' Ardemonio. Voldemort, scoperta l'ubicazione del ragazzo, si presenta a Hogwarts insieme al suo esercito di seguaci e creature, chiedendo a Harry di incontrarlo nella Foresta Proibita e gli dà un ultimatum per presentarsi, al termine del quale minaccia di fare irruzione a Hogwarts compiendo una strage. Harry in questo lasso di tempo è testimone della morte di Severus Piton, e, grazie al suo ricordo, analizzato nel Pensatoio di Silente, scopre che quest'ultimo non è mai stato realmente dalla parte di Voldemort, ma soprattutto, scopre di essere egli stesso un Horcrux, diventato tale a dispetto della volontà stessa di Voldemort la notte in cui quest'ultimo non riuscì ad ucciderlo.

Harry, dopo aver detto a Neville Paciock di eliminare il serpente Nagini (unico Horcrux rimasto), si dirige verso la Foresta Proibita, e si sacrifica venendo colpito dalla Maledizione Senza Perdono di Voldemort senza opporre resistenza. Tuttavia non muore: tre anni prima, infatti, Voldemort per riavere un corpo aveva prelevato il sangue di Harry, e così la protezione fornita dal sacrificio di Lily Evans continuava a vivere finché Voldemort stesso sopravviveva; quella che è stata annientata dall'Avada Kedavra è quindi solo la parte di anima di Voldemort all'interno del corpo di Harry, la stessa parte grazie a cui il ragazzo era in grado di parlare in Serpentese e di leggere nella mente di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato. Tutto questo gli viene raccontato dallo spirito di Albus Silente che gli si presenta in sogno, mentre Harry si trova in uno stato di semi-vita causato dalla Maledizione ricevuta.

Riavutosi dalla maledizione, Harry si sveglia e riesce e sfuggire dalle grinfie del nemico. Nello scontro finale a Hogwarts, Riddle non riesce a colpire nessuno degli avversari che fronteggia, poiché il sacrificio che Harry compie per salvare i suoi alleati a Hogwarts creava una protezione simile all'amore di sua madre, che, col suo sacrificio, infatti, riuscì a salvare il figlio. Voldemort ed Harry stanno per affrontarsi, ma Harry, prevedendo l' esito dello scontro, tenta di convincere Tom a ravvedersi. Sfortunatamente per lui, Voldemort ha commesso un ultimo errore fatale. Harry spiega a Tom che la bacchetta di sambuco non è passata a Piton da Silente, ma a Draco Malfoy, poiché egli aveva disarmato il preside poco prima che venisse ucciso. Malfoy, quindi, senza mai entrarne in pieno possesso, diventa il vero proprietario della bacchetta di sambuco, fino a essere disarmato a sua volta da Harry che ne diventa nuovo proprietario. Potter avverte Tom che avrebbe prevalso lui se avessero incrociato le bacchette, poiché quella di sambuco non avrebbe aggredito il proprio padrone. Tom, accecato dall' ira, sembra non registrare queste informazioni e lancia la sua ultima maledizione. Harry usa il suo incantesimo preferito, l' expelliarmus: ancora una volta Voldemort cade, vittima della sua stessa maledizione, questa volta per sempre.

Gli Horcrux Modifica

Un Horcrux è un oggetto che racchiude una parte dell'anima di una persona: è considerato una delle magie oscure più terribili e per crearlo è necessario commettere un omicidio che spezzi l'anima. L'incantesimo per crearlo non è rivelato in nessuno dei libri. La distruzione di questo oggetto è estremamente complicata e può essere attuata solo con rari strumenti come il veleno mortale del Basilisco, il fuoco prodotto dalla magia nera (Fiendfire o "Ardemonio") e pochi altri mezzi. Voldemort ha diviso la sua anima in 8 parti,che ha "collocato" la prima nel suo corpo e le restanti sette in oggetti molto importanti, che per lui hanno un significato particolare. Anche l'assassinio commesso per la scissione, risulta essere di vittime abbastanza rilevanti, poiché erano tra le poche che uccideva personalmente. Di seguito sono elencati gli Horcrux e il modo in cui sono stati distrutti:

  1. L'anello di suo nonno Gaunt, nel quale era incastonata la Pietra della Resurrezione, distrutto da Silente con la spada di Godric Grifondoro.
  2. Il medaglione di Salazar Serpeverde, distrutto da Ron Weasley con la spada di Godric Grifondoro (forgiata con l'acciaio dei folletti ed intrisa del veleno di Basilisco).
  3. La coppa di Tosca Tassorosso, distrutta da Hermione Granger con un dente del teschio di Basilisco che Harry ha ucciso il secondo anno a Hogwarts.
  4. Il diadema di Priscilla Corvonero, distrutto da Tiger con l'Ardemonio, evocato per uccidere Harry.
  5. Il suo fedele serpente Nagini, ucciso da Neville Paciock con la spada di Godric Grifondoro dopo che Voldemort rimuove la sua protezione.
  6. Il diario di Tom Riddle, distrutto con il dente avvelenato del basilisco da Harry Potter nel secondo anno. È il primo Horcrux che compare nella saga.
  7. Harry James Potter (introdotta in lui inconsapevolmente la notte in cui tentò di ucciderlo). Ucciso da Lord Voldemort nel settimo libro.Harry poi risorgerà perché Voldemort,avendo preso il suo sangue,ha accolto una piccola parte della protezione di Lily e l'ha legato alla vita finche lui vive.
  8. Lord Voldemort.L'ultima parte dell'anima di Voldemort risiede nel suo stesso corpo.

Il diario di Tom Orvoloson Riddle Modifica

Il diario contenente le memorie del sedicenne Tom Riddle, è conservato per molti anni da Lucius Malfoy fino all'incontro con Harry e la famiglia Weasley nella libreria "Il Ghirigoro". Lì il signor Malfoy lo mette di nascosto in un libro di Ginny Weasley, al suo primo anno ad Hogwarts. La ragazza incomincia a confidarsi con il diario, fino a diventare troppo debole per liberarsene. Tom usa Ginny, possedendola, per riaprire la Camera dei Segreti, aperta da lui stesso 50 anni prima, quand'era ancora uno studente. L'Horcrux non era progettato per essere nascosto per proteggere l'anima di Voldemort, ma solo per simboleggiare la sua discendenza dalla casata di Serpeverde e della sua nobile opera che si accingeva a continuare.Doveva solo essere di "prova". Il mostro che abita nella Camera è un Basilisco, il suo scopo è quello di uccidere tutti i figli di Babbani che sono ad Hogwarts. Harry e Ron riescono a trovare l'entrata alla Camera, passando per il bagno di Mirtilla Malcontenta, unica vittima del basilisco. Harry riesce a trafiggere il diario di Tom con una zanna del Basilisco, riconsegnandolo poi al signor Malfoy insieme ad un calzino, che libererà l'elfo domestico Dobby.

L'anello di Gaunt Modifica

È l'anello che veniva tramandato dai membri della famiglia Gaunt, diretti eredi di Salazar Serpeverde e dei Peverell: Voldemort ha preso questo anello da suo zio Orfin Gaunt dopo avergli addossato la colpa dell'omicidio di Tom Riddle e dei nonni paterni. Riddle ha trasformato l'anello in un Horcrux ignorando che la pietra contenuta nell'anello era in realtà la Pietra della resurrezione. L'anello è stato distrutto da Silente con la spada di Grifondoro. Portando l'anello, però, Silente ha ricevuto una maledizione (che viene messa in evidenza nel sesto libro, quando Harry vede che la mano destra del preside si è annerita), che lo avrebbe portato alla morte entro un anno e forse anche meno; il preside, tuttavia, sceglie di perire volontariamente per mano di Severus Piton mettendosi d'accordo con Piton, prima di soccombere a causa della maledizione mortale.

Il medaglione di Salazar Serpeverde Modifica

Il medaglione giaceva da anni in una grotta, racchiuso in un bacile contenente una pozione. Per estrarre il medaglione era necessario che la pozione fosse bevuta, e così Silente la beve: questa pozione ha il potere di rievocare i ricordi più orribili del vissuto di chi la beve, indebolendola enormemente (scopriremo, nel capitolo 35esimo del settimo libro, che Silente bevendo questa pozione era stato riportato all'esatto momento in cui sua sorella Ariana e suo fratello Aberforth sono aggrediti dall'allora amico Grindelwald, con conseguente morte di Ariana). Dopo il recupero del medaglione, i due tornano a Hogwarts, dove Silente viene conseguentemente ucciso da Piton. Dopo la sua morte Harry si rende conto che il medaglione è un falso, l'originale è nelle mani di un misterioso R.A.B. Nel settimo libro si scopre che questi è Regulus Arcturus Black, che lo ha lasciato per anni nella sua casa a Grimmauld Place, dove l'elfo domestico Kreacher tenta invano di distruggerlo, come gli aveva chiesto Regulus prima di venir ucciso dalla pozione che proteggeva l'Horcrux. Quando Harry si rende conto di questo, però, il medaglione non c'è più, poiché era stato gettato via durante le pulizie della casa quando ancora era la base dell'Ordine della Fenice. "Fortunatamente" esso era stato recuperato da Mundungus Fletcher che lo aveva successivamente dato a Dolores Umbridge in cambio di una piccola indulgenza: i tre ragazzi lo recuperano durante un'incursione al ministero. Sarà distrutto da Ron Weasley in riva ad un lago con la spada di Grifondoro, intrisa col veleno di Basilisco.

La coppa di Tosca Tassorosso Modifica

La coppa di Tassorosso è un oggetto pervenuto a Voldemort mentre questi lavorava presso Magie Sinister. Un giovane Tom Riddle lo aveva sottratto, tramite omicidio, ad Hepzibah Smith, assieme al medaglione di Serpeverde. La coppa è custodita nella camera blindata di Bellatrix Lestrange alla Gringott. I tre ragazzi aiutati da un folletto di nome Unci-Unci riescono a penetrare nella camera e a rubare la coppa, però non riescono a distruggerla perché Unci-Unci fugge con la spada di Grifondoro, tradendoli. Quando i tre protagonisti ritornano ad Hogwarts per scovare il diadema di Priscilla Corvonero, Ron Weasley decide di andare nella Camera dei Segreti e prendere una zanna dal teschio del basilisco ucciso da Harry al secondo anno, con il quale era stato distrutto il diario di Tom Riddle. Ron, lascia però ad Hermione l'onore di distruggere la coppa, così come Harry aveva concesso a Ron di distruggere il medaglione di Serpeverde con la spada di Grifondoro.

Il diadema di Priscilla Corvonero Modifica

È ritenuto perso da secoli, ma in realtà è custodito nella Stanza delle Necessità (lo stesso posto in cui Draco ha trovato l'armadio svanitore che ha permesso ai Mangiamorte di entrare ad Hogwarts). Il diadema, che conferisce un'intelligenza smisurata a chiunque lo indossi, era stato sottratto a Priscilla Corvonero dalla figlia gelosa Helena che lo aveva nascosto in Albania. Voldemort, con le sue capacità seduttive, convince il fantasma di Helena a rivelargli il nascondiglio della tiara, durante la sua permanenza a Hogwarts come studente. Voldemort recupera il diadema e dopo averne fatto un Horcrux lo riporta ad Hogwarts. Harry deve combattere con Draco, Tiger e Goyle per poter ottenere il diadema, ma Tiger, evocando con una potente maledizione chiamata Ardemonio, un fuoco di magia nera capace di distruggere gli Horcrux, elimina inavvertitamente il diadema; resta tuttavia intrappolato tra le fiamme, mentre Harry e i suoi amici salvano la vita a Draco e Goyle.

Nagini Modifica

Nagini è l'unico Horcrux creato da Voldemort dopo la sua caduta, egli è particolarmente attaccato a questo animale perché gli ha permesso di rimanere in vita prima di acquisire nuovamente il suo corpo. Quando Voldemort comprende le intenzioni di Harry decide di proteggere Nagini, ma una volta creduto morto il suo rivale, Voldemort toglie la protezione e Neville Paciock ne approfitta durante la battaglia finale per decapitare il serpente con la spada di Grifondoro, estratta dal Cappello Parlante; così inconsapevolmente distrugge l'ultimo Horcrux rimasto.

Il settimo Horcrux Modifica

Senza volerlo, Voldemort ha creato anche un settimo Horcrux (dividendo la sua anima non in sette, ma in otto parti), poiché, quando ha tentato di uccidere Harry, ancora bambino, la sua anima era talmente lacerata che un altro pezzo se ne era staccato e aveva occupato il corpo dell'essere vivente più vicino, Harry stesso. Questo Horcrux viene distrutto dallo stesso Voldemort, scagliando l'Avada Kedavra su Harry, ma questa maledizione non uccide il ragazzo ma solo la parte della sua anima passata al ragazzo, che di conseguenza non è più un Horcrux.

Voldemort Modifica

L'ultima parte dell'anima di Lord Voldemort risiede nel suo stesso corpo.Ucciso durante lo scontro finale contro Harry nell'ultimo libro:come nel quarto,Voldemort usa l'Avada Kedavra ed Harry l'Expelliarmus.Però stavolta la bacchetta impugnata da Voldemort è la Bacchetta di Sambuco,il cui vero padrone è Harry.Ragion per cui la Bacchetta vola via dalle mani di Voldemort e il suo stesso Anatema che Uccide lo colpisce.Insomma il distruttore del corpo principale di Voldemort è stata la Bacchetta di Sambuco,che non volendo uccidere con un Avada Kedavra il suo vero proprietario si è rivoltata contro colui che l'aveva evocato.

Discendenza Modifica

Sebbene Voldemort sia mezzosangue, esso discende da una delle più antiche casate di maghi della storia del mondo magico, ovvero la famiglia Gaunt, questa famiglia è a sua volta discendente dell'illustre famiglia Peverell, che diede i natali ai 3 maghi che ottennero i doni della morte, infatti l'anello di Orvoloson Gaunt trasformato in Horcrux da Voldemort conteneva al suo interno una dei tre doni, per la precisione la Pietra della Resurrezione, oltre che da Salazar Serpeverde, uno dei quattro fondatori di Hogwarts e creatore della cosiddetta "Camera dei Segreti". Anche la famiglia Potter discende dai Peverell, infatti Harry tramite il ramo paterno della sua famiglia ha ereditato il Mantello dell'invisibilità, un altro dei tre leggendari doni. Quindi si può dedurre che i due acerrimi rivali erano anche cugini alla lontana, e non solo, dato che il ramo dei Gaunt è estinto (e Voldemort è il suo ultimo esponente), si può dedurre che Harry è il solo parente certo (non sappiamo se esistono altri fratelli o sorelle che non portano o hanno perso per matrimonio il cognome) di Voldemort.

Albero genealogico Modifica

 
 
 
 
Salazar SerpeverdeCadmus Peverell
 
 
 
 
Thomas Riddle
 
Marilina Riddle
 
Orvoloson Gaunt
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tom Riddle
 
Merope Gaunt
 
Orfin Gaunt
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tom Orvoloson Riddle
 
 
 
 
 
 

(Harry Potter è imparentato attraverso i Peverell con Tom Orvoloson Riddle)

I seguaci Modifica

I Mangiamorte Modifica

Quando era al vertice della sua potenza Voldemort aveva molti seguaci, i cosiddetti Mangiamorte (Death Eaters), i Giganti, i lupi mannari (come si vede nel volume il Principe Mezzosangue, Fenrir Greyback) e gli Inferius. Nel sesto libro riesce ad ottenere anche l'aiuto dei Dissennatori, come predetto da Albus Silente, ma già nel quinto, riesce a far evadere da Azkaban alcuni Mangiamorte (tra cui Bellatrix Lestrange), probabilmente con l'aiuto dei Dissennatori. I Mangiamorte sono in gran parte costituiti da maghi di discendenza purosangue, poiché essi si rispecchiano nei valori e negli ideali che Voldemort cerca di diffondere cioè la superiorità dei maghi sui Babbani e la necessità che la cultura magica rimanga all'interno delle sole famiglie purosangue, misura precauzionale per evitare il diffondersi di una cultura filo-babbana e da attuarsi tramite una selezione più rigida degli allievi da ammettere a Hogwarts, e tramite la creazione di una commissione ministeriale di registrazione di tutti i maghi nati-babbani. La grande maggioranza dei mangiamorte provengono dalla casa dei Serpeverde e fanno capo generalmente sempre alle solite famiglie di maghi purosangue fittamente imparentate tra loro, i Malfoy, i Lestrange, i Rosier, ecc. Eccezione sono i Black, che pur essendo dichiarati sostenitori di Voldemort contano tra le loro file pochi Mangiamorte (di cui alcuni pentiti) e addirittura membri dell'Ordine della Fenice come Sirius Black o Andromeda Black (madre di Ninfadora Tonks, che pur non facendo parte dell'Ordine collabora con loro). Esistono anche famiglie purosangue dichiaratamente nemiche di Voldemort, per esempio i Paciock e i Weasley.

Il Marchio Nero (Morsmordre) Modifica

Il Marchio Nero è il richiamo che viene usato da Voldemort per radunare il suo esercito di fedelissimi. Solo la cerchia più stretta e intima di mangiamorte posseggono questo marchio (lo scopriamo nel settimo volume della saga, infatti a Fenrir Greyback non era stato concesso questo privilegio). Esso rappresenta un teschio dalle cui fauci si protrae un serpente, ed è un mezzo di comunicazione tra i Mangiamorte ed il Signore Oscuro: infatti quando Voldemort vuole richiamarli a se gli basta toccare il marchio di qualsiasi Mangiamorte affinché quello degli altri bruci sotto la pelle e li avverta del suo richiamo. Il marchio nero, al momento della caduta di Voldemort dopo il primo tentativo di eliminare un piccolissimo Harry Potter, era sbiadito e si era offuscato dalle braccia dei mangiamorte, per poi rinvigorirsi a partire dall'inizio del quarto libro, come ci fa intuire Karkaroff in un suo dialogo con Severus Piton. Dunque il marchio si rafforza al rafforzarsi di Voldemort stesso.

I Mangiamorte lasciano anche il marchio nero sottoforma di luce verde nel cielo in tutti i posti in cui compiono le loro malefatte.

Nel libro Harry Potter e il Calice di Fuoco:

«qualcosa di enorme, verde e lucente sbucò dalla pozza di oscurità... era un teschio colossale, fatto come di stelle di smeraldo, e con un serpente che gli usciva dalla bocca come una lingua.»
({{{2}}})

Harry vede per la prima volta il marchio nero una volta finito il torneo mondiale di Quidditch, dove si pensa che l'abbia evocato una povera elfa domestica.

A causa del Marchio Nero nel Principe Mezzosangue, Harry Potter e Silente salgono sulla torre pensando che qualcuno sia stato ucciso, invece era solo un astuto piano dei Mangiamorte per attirare al castello Silente

I Ghermidori Modifica

I Ghermidori sono delle bande di maghi malvagi che si sono create nel settimo libro. Esse sono composte da vari seguaci di Voldemort che catturano nati babbani in clandestinità per consegnarli alla censurazione per nati babbani formatasi sotto il regime di Voldemort e guadagnarci un bel po' di soldi. Rintracciano le persone soprattutto grazie al tabù imposto sul nome Voldemort che rende rintracciabile chiunque lo pronunci. Non sono però da considerarsi dei veri sostenitori, quanto invece delle persone subdole, opportuniste, e anche poco sveglie, che approfittano della situazione per guadagnare.

Il timore di Lord Voldemort Modifica

Lord Voldemort incute talmente tanta paura nel mondo magico che pochi osano pronunciare il suo nome: in genere lo chiamano infatti Colui-che-non-deve-essere-nominato (He Who Must Not Be Named) oppure Tu-sai-chi (You-Know-Who). Nel settimo e ultimo libro, Harry Potter e i Doni della Morte, il suo nome diviene un Tabù, cioè stregato in modo da rintracciare chiunque lo pronunci. Tra i pochi che pronunciano il nome di Voldemort vi sono Harry Potter, Hermione Granger, gli amici del padre di Harry (che alla fine del settimo libro lo chiama anche Riddle, suscitando le ire del Signore Oscuro), Lupin e Albus Silente, che però quando è a tu per tu con lui lo chiama semplicemente con il suo vero nome, Tom.

I Mangiamorte si riferiscono a lui come l'Oscuro Signore (Dark Lord). Il Marchio Nero è la versione stile Voldemort del Marchio del Diavolo, una nozione medioevale. Secondo un demonologo del tardo 600

«Il diavolo lascia un segno su coloro della cui lealtà sospetta. Il marchio varia in forme e dimensioni.»
({{{2}}})

I cacciatori di streghe spesso dichiaravano che le cicatrici, la voglie e altre imperfezioni erano il segno del demonio. Ma oltre al Marchio del diavolo i cacciatori cercavano anche il Marchio della strega. Questo era considerato meno serio, solo il Marchio del Diavolo era considerato un patto speciale come quello tra Voldemort e i suoi seguaci.

Personalità Modifica

Tom Riddle, sin da bambino, mostra molti tratti unici: forte indipendenza, interesse per i tesori, vendicatività, inclinazione a rubare e mentire, sadismo. Tom, forse a causa di un' infanzia sofferta, non è in grado di provare altri sentimenti che non siano rabbia e odio e non è in grado di sperimentare felicità autentica, se non nella sua caricatura rappresentata dalla perversa soddisfazione. Tom non sopporta di dover contare sugl' altri, per questo, anche nel suo ingresso nel mondo magico, vuole provvedere a sè per quanto possibile. A Hogwarts Tom non si fa amici, ma sostenitori. Tom mette le mani su più persone possibili che, convinti di aver ottenuto la sua amicizia, in futuro diventeranno i primi Mangiamorte. Silente, tra le sue "lezioni" su Voldemort, si sofferma su un punto nodale: molti Mangiamorte sono convinti, a torto, di capire, di essere in sintonia col signore oscuro, di conoscerne l' anima e di avere il suo affetto e la sua fiducia.

Un fattore molto oscuro della personalità di Tom è il suo odio per i mezzosangue. Normalmente, infatti, questo odio si sviluppa in maghi che sono cresciuti, sin dalla tenera età, a contatto con maghi che a loro volta portano avanti lo stereotipo della superiorità dei purosangue. Nel caso di Tom sembra che l' odio per i mezzosangue discenda direttamente da Salazar Serpeverde, trasmesso immancabilmente per generazioni (saltando probabilmente solo Merope) fino al nonno Orvoloson e, infine, a lui.

Tom è dotato di una straordinaria intelligenza, che emerge sin dai primi anni di età. Tuttavia la sua personalità genera gravi lacune, che nemmeno una tale intelligenza riesce a supplire. Tom è apparentemente freddo e calcolatore, ma non è in grado di impedire che la propria furia lo renda cieco. I due errori più gravi che commette sono causati proprio dalle sue mancanze:

  • L' aggressione di Harry e la conseguente perdita dei poteri è causata da una totale ignoranza della sfera emotiva, dell' amore e di una larga parte della magia che ad esso si ancora.
  • La morte dovuta al prevalere della bacchetta di Harry su quella di sambuco non è dovuta solo a un errore di calcolo (inevitabile visto che non poteva sapere che Draco aveva disarmato Silente prima che Piton lo uccidesse), ma anche a una cecità causata dalla follia che lo pervadeva in quel momento. Harry era sfuggito alla morte ancora una volta, Bellatrix, la sua serva più fedele, era morta e nessuno dei suoi nemici cadeva sotto i colpi delle sue maledizioni: tutto questo era troppo persino per lui. La furia lo rende sordo alle parole di avvertimento di Harry e sempre la furia lo guida a scagliare la sua ultima maledizione. Pur essendo uno dei maghi più forti al mondo (se non il più forte), la sua furia quindi lo penalizza pesantemente, tanto da fargli perdere l'ultimo scontro con Harry, il quale ormai non possedeva più parte della magia del signore oscuro e quindi era in netto svantaggio.

CuriositàModifica

  • Al momento della sua morte, Voldemort aveva ben 71 anni.
  • Si dice che l'unico uomo che incuta terrore a Lord Voldemort sia Albus Silente.

Note Modifica

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