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Anello di Orvoloson Gaunt

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L'Anello di Marvolo Gaunt è un oggetto magico appartenuto alla Famiglia Gaunt, discendenti di Salazar Serpeverde e di Cadmus Peverell. E' una anello d'oro con una pietra incastonata sulla quale è inciso un simbolo che Marvolo ha sempre pensato fosse lo stemma della Famiglia Peverell, ma che in realtà era il simbolo dei Doni della Morte. L'anello passò attraverso la linea maschile della Famiglia Gaunt, di generazione in generazione, fino a quando non fu rubato a Morfin Gaunt da suo nipote Tom Riddle, mentre quest'ultimo lo accusava dell'omicidio dei Riddle.

Mentre era a Hogwarts, Tom non aveva alcun problema a indossare l'anello, come si è potuto vedere dal ricordo di Horace Lumacorno il giorno in cui Tom gli chiese spiegazione sugli Horcrux, oggetto che poi trasfomò in uno di essi.

Poteri

Per proteggere il suo Horcrux, Tom Riddle fece una maledizione all'anello. Una maledizione davvero potente che neanche Albus Silente fu in grado di accorgersi della sua esistenza se non poco prima che la maledizione potesse essergli fatale. Infatti Albus Silente e Severus Piton, nonostante la loro bravura, furono solo in grado di ritardare gli effetti dalla maledizione per circa un anno, ma non di annullarli. Sia i Gaunt che Riddle ne erano all'oscuro, ma la

pietra dell'anello è la Pietra della Resurrezione, uno dei Doni della Morte.

Harry Potter - Horcrux Anello di Orvoloson Gaunt
Harry Potter - Horcrux Anello di Orvoloson Gaunt.jpg

Storia

La storia dell'anello comincia (e ironicamente anche finisce) con la storia della sua pietra. Infatti quest'ultima era proprio la Pietra della Resurrezione, uno dei leggendari Doni della Morte, la quale ha anche il simbolo dei Doni inciso su di essa. Come si racconta ne La Storia dei Tre Fratelli, Cadmus Peverell, il fratello mediano, chiese alla Morte la possibilità di far ritornare le persone decedute. Si suppone che la Morte abbia raccolto da terra una pietra scura e che l'abbia data a Cadmus, assicurandogli che la pietra possedeva il potere da lui richiesto. Una volta tornato a casa, Cadmus estrasse la Pietra della Resurrezione, la girò per tre volte in una mano, e così facendo potè riavere indietro la sua amata morta prematuramente. Ma nonostante fosse tornata non era completamente se stessa, non era esattamente "viva" e desiderava tornare nel mondo dei morti, perchè quello dei vivi non le apparteneva più. Cadmus la poteva vedere, ma non la poteva toccare o stare veramente insieme a lei. I limiti della pietra lo portarono alla pazzia. Distrutto dal dolore si tolse la vita per poter gioire del suo amore nella morte.

La pietra passò attraverso la famiglia di Cadmus per secoli. In un momento non precisato venne incastonata in un anello d'oro. L'anello continuò a essere tramandato di generazione in generazione, finendo poi alla Famiglia Gaunt. Per Orvoloson Gaunt, il patriarca della famiglia, l'anello, come anche il Medaglione di Salazar Serpeverde, avevano un valore inestimabile, persino maggiore di quello che attribuiva a sua figlia Merope. Quando ricevettere la visita di un ufficiale del Ministero della Magia, Bob Ogden, Orvoloson gli sbattè l'anello in faccia nel tentativo di indimorirlo. Quando Orvoloson e suo figlio Orfin vennero arrestati, sua figlia Merope, abbandonò la famiglia e scappò dalle torture mentali a cui il padre la sottoponeva da sempre, portandosi via il Medaglione. Quando Orvoloson tornò a casa si aspettava di trovarla in cucina, in attesa del suo ritorno. Invece trovò solo un biglietto in cui lei gli diceva quello che aveva fatto e perchè. Il vecchio morì poco tempo dopo a causa della incapacità di prendersi cura di se stesso e per le precarie condizioni in cui aveva vissuto ad Azkaban. L'anello passò a Orfin una volta che uscì di prigione, e l'uomo continuò a indossarlo ancora per molti anni.

Qualche tempo dopo, Tom Orvoloson Riddle tornò a Little Hangleton per rintracciare la sua famiglia. Si aspettava di trovarsi davanti Orvoloson in persona, e invece trovò solo suo zio Orfin, ormai mezzo pazzo. Orfin notò quanto il ragazzo assomigliasse al babbano che sua sorella Merope aveva sposato, Tom Riddle Sr.. Gli raccontò anche di come Riddle Sr. aveva abbandonato la sorella e di come era tornato a casa, a Villa Riddle. Apprendere che suo padre li aveva abbandonati e che questo aveva causato la morte di sua madre, fece arrabbiare Tom al punto che si infuriò con lo zio, lo aggredì e gli prese la bacchetta. Quindi si diresse a casa di suo padre per affrontarlo. Frank Bryce, il giardiniere dei Riddle, confermò poi di averlo visto camminare giù per la collina. Tom usò un incantesimo comune per aprire la porta ed entrare. Qui Tom trovò suo padre in salotto insieme ai suoi genitori, Thomas Riddle e Mary Riddle. Quindi Tom usò l'Anatema che Uccide contro suo padre e i suoi nonni babbani. Non si sa se riuscì a parlare con loro prima di ucciderli. A questo punto Tom ritornò alla Baracca dei Gaunt e fece un incantesimo a suo zio in modo da fargli credere di essere stato lui a uccidere i Riddle. Gli restituì la bacchetta ma si tenne l'anello. Dopo che Orfin venne arrestato e che fu provato essere il colpevole, venne portato ad Azkaban dove rimase per il resto della sua vita. Mentre lo portavano via continuava a imprecare e a urlare che suo padre lo avrebbe ucciso per aver perso l'anello.

Dopo questo evento, Tom indossò senza problemi l'anello anche a Hogwarts, come si è potuto vedere nel ricordo del professore di pozioni Horace Lumacorno. Riddle gli fece molte domande sugli Horcrux e in particolare che cosa sarebbe successo a un mago che ne avesse creato più di uno. A questo punto, Tom aveva già creato il suo primo Horcrux, il diario,approfittando della morte di Mirtilla. In un momento non precisato, poco dopo o poco prima del suo diploma a Hogwarts, Tom usò la morte del padre per creare il suo secondo Horcrux, l'anello. Quindi decise di riportarlo al suo luogo di appartenenza: la Baracca dei Gaunt. Mise l'anello in una scatola d'oro e la nascose sotto le tavole del pavimento. Quindi fece degli incantesimi in modo che nessuno potesse avvicinarsi e prendere l'anello. Fece un incantesimo anche all'anello in modo che portasse rapidamente alla morte chiunque lo avesse indossato senza il suo permesso. L'anello rimase nascosto tra le rovine della Baracca dei Gaunt per decenni.

Nel 1996, Albus Silente continuò a investigare sull'ossessione dei Riddle per gli oggetti che rendevano immortali e per gli Horcrux. Silente aveva il sospetto che un buon posto in cui cercare gli Horcrux potesse essere la Baracca dei Gaunt, considerando la sua importantenza nel passato di Tom. Quindi si recò a Little Hangleton e trovò le rovine della casa, dove vi trovò anche la scatola nascosta. Portò con se la spada di Godric Grifondoro, che ora possedeva la capacità di distruggere gli Horcrux, dopo che Harry la aveva usata per uccidere il Basilisco nella Camera dei Segreti, imbevendo la sua lama del veleno dell'animale. Ma Silente riconobbe il simbolo dei Doni della Morte sull'anello e si rese conto che aveva tra le mani la Pietra della Resurrezione, qualcosa che aveva cercato per quasi tutta la vita. Sperando di poter riportare in vita i membri deceduti della sua famiglia (in particolare sua sorella Ariana), non si preoccupò affatto della natura dell'oggetto come Horcrux e se lo mise al dito. Questo fece scattare la maledizione, che come un veleno cominciò a diffondersi per il corpo di Silente, cominciando dalla mano a cui aveva messo l'anello. Quando Silente si accorse di ciò che gli stava succedendo si tolse l'anello e spaccò in due la Pietra della Resurrezione usando la spada di Grifondoro. Ma anche se riuscì a distruggere uno degli Horcrux, il veleno non si fermò e in poco tempo lo portò quasi alla morte. Severus Piton fu in grado di fermare la diffusione solo alla mano, anche se solo temporaneamente, seppur a Silente non importasse morire. Piton gli disse che in quelle condizioni sarebbe potuto sopravvivere al massimo per un altro anno, aggiungendo che molto probabilmente la maledizione lo avrebbe ucciso con dolori atroci. Fu allora che Silente chiese e Piton di non fargli fare quella fine e di ucciderlo lui stesso quando si fosse accorto che non c'era più tempo. Piton all'inizio si oppose, ma poi accettò, mettendo in atto il suo piano durante la Battaglia della Torre di Astronomia.

Poco prima della sua morte per mano di Piton, Silente nascose l'anello all'interno del Boccino che Harry aveva preso nella sua prima partita. Il Boccino si sarebbe aperto solo quando Harry fosse stato sul punto di morire (infatti su di esso era inciso "mi apro alla chiusura"). Dopo la morte di Silente, Rufus Scrimgeour diede il Boccino a Harry. Trovare il modo per aprirlo impegnò molto Harry, fino a quando venne a capo della questione durante la Battaglia di Hogwarts. Poco prima di recarsi da Voldemort per essere ucciso, Harry avvicinò le labbra al boccino e disse "sto per morire" riuscendo così ad aprirlo. Usò la Pietra della Resurrezione per riportare indietro suo padre, sua madre, Sirius Black e Remus Lupin. I quattro spiriti lo confortarono e lo accompagnarono per la Foresta Proibita verso il suo destino. Mentre raggiungevano il campo di Voldemort, Harry lasciò cadere volontariamente la Pietra vicino alla tana di Aragog, in modo che nessun altro fosse in grado di prenderla e di usarla. Dopo la disfatta di Voldemort per mano di Harry, il ragazzo disse al ritratto di Silente che l'anello si trovava nella foresta e che lui non aveva intenzione di andare a recuperarlo. Silente ne rimase contento. D'accordo con la Rowling, si presume che l'anello sia poi stato schiacciato nel terreno dagli zoccoli dei centauri, in modo da non poter più essere ritrovato.

Curiosità

  • E' l'unico oggetto esistente a possedere al suo interno sia uno dei Doni che un Horcrux.
  • Nonostante la pietra fosse stata distrutta da Silente, le sue capacità sono rimaste immutate.

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